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Irpinia DOC

L’Irpinia DOC è la denominazione di origine controllata che raccoglie e valorizza l’intera produzione vinicola della provincia di Avellino, in Campania, al di fuori delle tre grandi DOCG Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi. Istituita nel 2005, racconta un territorio e una biodiversità varietale che le sole DOCG non riescono a rappresentare per intero: bianchi come Coda di Volpe e Falanghina, rossi come Piedirosso e Sciascinoso, versioni spumante e passito, fino alla sottozona Campi Taurasini, dedicata all’Aglianico in una versione più immediata e meno impegnativa rispetto al Taurasi DOCG.

Il territorio dell’Irpinia DOC

La DOC copre tutto il territorio della provincia di Avellino, un paesaggio montuoso e collinare nel cuore dell’Appennino campano, dove le vigne convivono con boschi, castagneti e valli fluviali (Calore, Sabato, Ofanto, Ufita). Le altitudini variano da circa 200 fino a oltre 700 metri sul livello del mare, le escursioni termiche giorno-notte sono marcate e i suoli alternano matrici calcareo-argillose, marnose e di origine vulcanica. È un terroir complesso che consente di coltivare bianchi di montagna precisi, rossi di struttura e varietà minori ricche di identità.

Le tipologie dell’Irpinia DOC

Il disciplinare prevede una gamma molto ampia, articolata in varietali e tagli, fermi, spumanti, passiti e liquorosi:

Bianchi principali: Irpinia Bianco, Irpinia Falanghina, Irpinia Coda di Volpe, Irpinia Fiano, Irpinia Greco.

Rossi e rosati: Irpinia Rosso, Irpinia Aglianico, Irpinia Piedirosso, Irpinia Sciascinoso, Irpinia Rosato, Irpinia Novello.

Spumanti: Irpinia Fiano spumante, Irpinia Greco spumante, Irpinia Falanghina spumante.

Passiti e liquorosi: Irpinia Aglianico passito, Irpinia Fiano passito, Irpinia Greco passito, Irpinia Aglianico liquoroso.

Una panoramica dettagliata con le caratteristiche di ciascuna tipologia è nella guida dedicata: Tipologie dell’Irpinia DOC.

I vitigni coltivati nella DOC

L’Irpinia DOC accoglie sia i tre autoctoni maggiori dell’Irpinia — Fiano, Greco e Aglianico — sia una serie di varietà storicamente radicate e meno note al grande pubblico. Tra i bianchi spiccano la Coda di Volpe, vitigno di antica tradizione citato da Plinio il Vecchio, e la Falanghina. Tra i rossi, oltre all’Aglianico, si coltivano il Piedirosso e lo Sciascinoso (noto anche come Olivella).

Il disciplinare in sintesi

Il disciplinare stabilisce la zona di produzione (intera provincia di Avellino), le percentuali minime dei vitigni principali nei vari varietali (generalmente 85% per le tipologie a nome di vitigno), i titoli alcolometrici minimi, le rese massime e, dove previsto, i tempi minimi di affinamento. La sottozona Campi Taurasini richiede minimo 85% di Aglianico e disciplina un periodo di invecchiamento intermedio fra DOC e DOCG Taurasi. Per la lettura integrale dei punti chiave del disciplinare abbiamo preparato una guida dedicata: Disciplinare dell’Irpinia DOC. In fondo alla pagina puoi scaricare il PDF ufficiale.

Profilo sensoriale e abbinamenti

I bianchi Irpinia DOC sono di medio corpo, con profumi floreali e fruttati, buona acidità e una vena minerale tipica dei suoli della provincia, perfetti con antipasti di mare, zuppe di legumi e primi piatti leggeri. I rossi spaziano da espressioni rosate fresche fino a rossi più strutturati: Aglianico e Piedirosso accompagnano i piatti della cucina irpina come paste al ragù, carni in umido, salumi stagionati e caciocavalli. I Campi Taurasini si sposano con carni rosse alla griglia, arrosti e formaggi stagionati di media intensità.

All’interno dell’Irpinia DOC esiste una sottozona specifica, i Campi Taurasini, riservata all’Aglianico (minimo 85%) su una ristretta area di 24 comuni attorno al territorio storico del Taurasi DOCG. L’idea della sottozona è offrire un Aglianico più pronto da bere, con periodi di affinamento più brevi rispetto alla DOCG e un profilo più fruttato e meno austero.

Chi si avvicina per la prima volta all’Aglianico irpino trova qui una porta d’ingresso naturale; chi conosce già il Taurasi DOCG può usare i Campi Taurasini come espressione complementare dello stesso vitigno su areali limitrofi.

I 24 comuni della sottozona

Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Nusco, Paternopoli, Pietradefusi, San Mango sul Calore, Sant’Angelo all’Esca, Sant’Angelo a Scala, Senerchia, Sorbo Serpico, Taurasi, Torre Le Nocelle, Torrioni, Tufo, Venticano, Volturara Irpina.

Approfondimenti:

Domande frequenti sull'Irpinia DOC

Che cosa significa Irpinia DOC?

Irpinia DOC è la denominazione di origine controllata che copre l'intero territorio della provincia di Avellino, in Campania. È stata istituita nel 2005 per valorizzare le produzioni vinicole provinciali al di fuori dei disciplinari specifici delle tre DOCG Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi. Ospita una gamma ampia di tipologie, dai bianchi ai rossi, dai rosati agli spumanti fino ai passiti.

Quali vini si producono nell'Irpinia DOC?

Il disciplinare prevede tipologie a nome di vitigno (Falanghina, Coda di Volpe, Fiano, Greco, Aglianico, Piedirosso, Sciascinoso) e tipologie generiche (Bianco, Rosso, Rosato, Novello). Sono previste anche versioni spumante di Fiano, Greco e Falanghina, passiti di Aglianico, Fiano e Greco, e un Aglianico liquoroso. L'insieme disegna la biodiversità varietale dell'Irpinia oltre le DOCG.

Che cos'è la sottozona Campi Taurasini?

Campi Taurasini è una sottozona dell'Irpinia DOC dedicata all'Aglianico (minimo 85%), che copre 24 comuni nell'area storica attorno al Taurasi DOCG. Rispetto alla DOCG ha tempi di affinamento più brevi e offre un Aglianico più pronto da bere, con un profilo più fruttato, pensato come ingresso accessibile al mondo dell'Aglianico irpino.

Qual è la differenza tra Irpinia Aglianico DOC e Taurasi DOCG?

L'Irpinia Aglianico DOC si produce su tutto il territorio provinciale, con percentuale minima di Aglianico all'85% e nessun obbligo di lungo affinamento. Il Taurasi DOCG si produce solo in 17 comuni attorno al paese di Taurasi, richiede minimo tre anni di invecchiamento (almeno uno in legno) e quattro anni per la Riserva. I due vini hanno stile diverso: più immediato l'Irpinia, più strutturato e longevo il Taurasi.

Dove posso scaricare il disciplinare dell'Irpinia DOC?

Il PDF ufficiale è disponibile in fondo a questa pagina. Se preferisci una lettura sintetica dei punti chiave (zona di produzione, vitigni, rese, titoli alcolometrici, affinamento) puoi consultare la nostra guida al disciplinare dell'Irpinia DOC.

L'Irpinia DOC produce anche vini spumanti?

Sì. Il disciplinare prevede versioni spumante per Fiano, Greco e Falanghina, generalmente ottenute con metodo Charmat o metodo classico a seconda delle scelte produttive delle cantine. Sono una parte minoritaria della produzione complessiva ma stanno crescendo come espressione moderna del territorio irpino.

Ci sono passiti nell'Irpinia DOC?

Sì. Il disciplinare contempla Irpinia Aglianico Passito, Irpinia Fiano Passito e Irpinia Greco Passito, oltre a un Aglianico liquoroso. Sono produzioni di nicchia pensate come vini da meditazione o da abbinamento con pasticceria secca e dessert a base di frutta.

Cosa rende unica l'Irpinia DOC rispetto ad altre denominazioni campane?

Tre elementi: la varietà delle tipologie previste (bianco, rosso, rosato, spumante, passito, liquoroso), la compresenza di vitigni internazionali e autoctoni minori accanto ai tre autoctoni maggiori dell'Irpinia, e l'esistenza della sottozona Campi Taurasini come ponte stilistico verso il Taurasi DOCG.